A. Spiegazioni generali
È indiscutibile che ci troviamo in un periodo in cui i progressi innovativi nell’arena globale sulla base degli sviluppi tecnologici hanno superato le previsioni. Per questo motivo, l’ecosistema imprenditoriale è diventato uno dei principali attori della digitalizzazione e della trasformazione tecnologica; in questo contesto, le start-up sono diventate centrali non solo per lo sviluppo economico, ma anche per le norme giuridiche.
Sebbene queste nuove strutture economiche siano portatrici di innovazione, devono affrontare complessi rischi legali nei loro processi di costituzione e crescita. Se questi rischi vengono ignorati, non solo mettono a repentaglio l’esistenza dell’azienda, ma comportano anche la possibilità di gravi conseguenze e sanzioni in ambiti quali le relazioni con gli investitori, il valore del marchio, la sicurezza dei dati e la conformità alle normative.
In questo studio, le principali aree di rischio legale incontrate nell’ecosistema delle start-up saranno analizzate in modo comparativo nel contesto dei sistemi legali degli Stati Uniti d’America (USA), dell’Unione Europea (UE) e della Turchia. Questi temi, che gli imprenditori e gli avvocati dovrebbero affrontare con attenzione, includono argomenti come le strutture organizzative, la proprietà intellettuale, le norme sulla protezione dei dati, i processi di investimento e le normative settoriali.
B. Rischi legati alla struttura organizzativa e ai rapporti azionari
La struttura organizzativa e i rapporti di partnership costituiscono uno dei problemi fondamentali dei processi di innovazione. Affinché lo sviluppo innovativo sia sostenuto e acquisisca esistenza nel mondo giuridico, è chiaro che si creerà una personalità accettata dall’ordinamento giuridico e una capacità di diritti e azioni, in altre parole, in termini più semplici, “si acquisirà esistenza”.
Il passo giuridico più critico nella prima fase di avvio è la selezione del tipo di società appropriato. Considerando l’orientamento internazionale, ad esempio, negli Stati Uniti, soprattutto le start-up tecnologiche che mirano a ricevere investimenti preferiscono il modello “C-Corporation” (C-Type Joint Stock Company) stabilito nello Stato del Delaware. Questa preferenza deriva dalla sensibilità degli investitori alle garanzie legali e richiede che il regime fiscale, lo statuto e la struttura gestionale della società siano progettati secondo questo modello. Tuttavia, i problemi pratici, come la doppia imposizione e il contenzioso statale, che questa preferenza comporta possono comportare seri rischi se non vengono adeguatamente presi in considerazione.
La mancanza di un “Founders’ Agreement” scritto tra i fondatori è un errore comune sia in Turchia che negli Stati Uniti. In particolare, se le azioni della società non vengono distribuite in modo “Vesting” (maturazione progressiva), una grande quantità di azioni nelle mani di un socio uscente può trasformarsi in un fattore di rischio che impedisce alla società di ricevere investimenti.
Nell’Unione Europea, il modello “GmbH” (Società a Responsabilità Limitata) in Germania o il modello “Société par Actions Simplifiée – SAS” (Società per Azioni Semplificata) in Francia prevedono norme più severe sulle strutture contrattuali tra i soci, limitando così i rischi di controversie.
In Turchia, gli imprenditori iniziano per lo più con il modello della società a responsabilità limitata; tuttavia, la limitata flessibilità di questo modello nei processi di investimento può creare problemi, soprattutto in termini di trasferimento delle azioni, struttura del consiglio di amministrazione e adattabilità dello statuto.
C. Carenze legali nella protezione dei diritti di proprietà intellettuale
Uno dei fattori più importanti che determinano il valore delle start-up è rappresentato dai diritti di proprietà intellettuale. Purtroppo, molte start-up saltano le fasi di protezione necessarie in questo settore.
- In linea con il principio del “First To File” negli Stati Uniti, la tempistica di una domanda di brevetto o di marchio è fondamentale. Inoltre, affinché l’azienda possa vantare diritti su software e progetti sviluppati dai dipendenti, è obbligatorio stipulare un “contratto di cessione della proprietà intellettuale”. In caso contrario, il proprietario del prodotto potrebbe essere riconosciuto come un dipendente diretto, con conseguente perdita di diritti in futuro.
- I meccanismi di protezione sviluppati nell’Unione Europea, in particolare nell’ambito della Convenzione sul brevetto europeo, richiedono una presentazione trasparente dei diritti di proprietà intellettuale nei processi di investimento. In Francia, Germania e nei Paesi scandinavi, gli investitori considerano il completamento dei processi di registrazione come un prerequisito.
- In Turchia, un numero significativo di imprese trascura di richiedere la protezione dei propri marchi, software o disegni. Ciò comporta il rischio di azioni legali e di perdita di credibilità agli occhi degli investitori se progetti simili vengono registrati prima. Inoltre, anche nei progetti sostenuti dal TÜBİTAK o dal KOSGEB, spesso non viene indicato chiaramente a chi appartiene il diritto di proprietà.
D. Protezione dei dati personali e sicurezza dei dati
La raccolta di dati da parte delle imprese attraverso le piattaforme digitali fa sì che l’elaborazione e l’archiviazione di questi dati rientri direttamente nell’ambito della legge sulla protezione dei dati. Negli Stati Uniti d’America, le normative sulla protezione dei dati variano da Stato a Stato. In particolare, il “California Consumer Privacy Act” (CCPA), emanato dallo Stato della California, aumenta il controllo degli utenti sui propri dati personali. Inoltre, le start-up che trattano dati sanitari sono soggette a pesanti obblighi ai sensi dell’Health Insurance Portability and Accountability Act (HIPAA).
Nell’Unione Europea, la protezione dei dati personali è strettamente regolamentata dal “Regolamento generale sulla protezione dei dati – GDPR” (General Data Protection Regulation), entrato in vigore nel 2018.
Il GDPR riguarda il consenso esplicito, la minimizzazione dei dati, il diritto all’oblio e gli obblighi di notifica delle violazioni dei dati. Sono previste multe elevate in caso di non conformità.
In Turchia esistono norme simili nell’ambito della legge sulla protezione dei dati personali n. 6698 (KVKK) per completare i processi di conformità al GDPR. Tuttavia, si osservano gravi carenze a livello di attuazione. La maggior parte delle start-up non adempie ai propri obblighi, quali “testo informativo”, “consenso esplicito” e “registrazione VERBIS”, oppure li attua in modo superficiale. Questo porta a multe amministrative e alla perdita di fiducia nel settore.
E. Processi di investimento e strutturazione contrattuale
È diventata una necessità ricevere investimenti nelle fasi di crescita e scalata delle start-up. Tuttavia, questo processo comporta seri rischi contrattuali. Negli Stati Uniti, il modello “Simple Agreement for Future Equity – SAFE” è ampiamente utilizzato da acceleratori come Y Combinator. Sebbene questo modello consenta di investire senza valutazione, può portare a controversie sulla valutazione e a squilibri di potere tra gli azionisti nelle fasi successive.
In Turchia, il modello SAFE (Simple Agreement to be converted into Shares in the Future) non è ancora stato chiaramente riflesso nella legislazione. Nel diritto turco, le procedure di notifica al notaio, al registro delle imprese e alle autorità fiscali per gli aumenti di capitale, i trasferimenti di azioni e l’uso di strumenti di finanziamento come le obbligazioni rallentano i processi di investimento.
Inoltre, le disposizioni degli accordi di investimento, che contengono per lo più clausole penali unilaterali e diritti di gestione a favore dell’investitore, fanno sì che i soci fondatori perdano la loro iniziativa nelle fasi successive.
F. Regolamenti e rischi di conformità specifici del settore di attività
Il settore di attività delle start-up determina direttamente la natura delle normative a cui sono soggette. Le normative sono in rapida evoluzione, soprattutto in settori come la tecnologia finanziaria (Fintech), la sanità digitale (E-Health), l’intelligenza artificiale (Artificial Intelligence) e i crypto asset, e spesso anche in “aree grigie”.
L’Unione Europea ha ampliato le responsabilità delle piattaforme con il “Digital Markets Act” e il “Digital Services Act”. Inoltre, la Commissione UE si concentra su nuovi concetti come “Algorithmic Collusion” per proteggere la concorrenza.
In Turchia, sebbene non esista un’infrastruttura legale chiara in questi settori, sorgono diversi obblighi, soprattutto nell’ambito della legislazione MASAK (Financial Crimes Investigation Board), del commercio elettronico e delle normative sui consumatori. Tuttavia, l’imprevedibilità della pratica rende difficile per gli imprenditori fare piani di crescita sicuri.
G. Decisioni e pareri delle giurisdizioni internazionali sull’ecosistema imprenditoriale
La proliferazione delle attività imprenditoriali nell’ambiente digitale ha sollevato direttamente le norme sui diritti umani in settori quali la protezione dei dati personali, la concorrenza digitale, la libertà di espressione e la libertà di attività economica. In questo contesto, la Commissione europea, la Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) e la Corte di giustizia dell’Unione europea (CGUE) hanno emesso una serie di decisioni e pareri che riguardano le attività imprenditoriali.
a) Corte di giustizia europea (CGUE)
La Corte di giustizia europea, l’organo giudiziario vincolante per il diritto dell’Unione europea, ha emesso decisioni di importanza cruciale per le start-up, soprattutto nell’ambito del GDPR (Regolamento generale sulla protezione dei dati). La più importante è la decisione C-311/18, nota come “Schrems II”.
Con questa decisione, l’accordo “Privacy Shield”, che era la base per il trasferimento di dati dall’Europa agli Stati Uniti, è stato invalidato ed è diventato obbligatorio per le start-up che operano in Europa rispettare le Clausole contrattuali standard nei processi di trasferimento dei dati. Questa situazione ha avuto un impatto diretto sui piani di crescita internazionale delle start-up basate sui dati.
Inoltre, nella causa “Google Spain SL, Google Inc. contro Agencia Española de Protección de Datos (AEPD), Mario Costeja González”, la CGUE ha imposto importanti obblighi alle società di motori di ricerca in base al Diritto all’oblio. Questa decisione ha dato priorità alla conformità legale nelle politiche di gestione dei contenuti delle imprese digitali.
b) Parere della Commissione europea
La Commissione europea pubblica consultazioni pubbliche e valutazioni d’impatto su normative che riguardano direttamente i settori di attività delle start-up. In particolare, con il Digital Markets Act e il Digital Services Act, sono stati introdotti obblighi quali la trasparenza degli algoritmi, il controllo dei contenuti e i diritti degli utenti per le start-up basate su piattaforme. La Commissione afferma che lo scopo di questi regolamenti è “proteggere la concorrenza e rafforzare i diritti degli utenti” e prevede eccezioni per le piccole imprese che devono adempiere a questi obblighi.
Inoltre, nell’ambito della “legge sull’intelligenza artificiale” (Artificial Intelligence Act) preparata dalla Commissione sulla regolamentazione dell’intelligenza artificiale, è stata introdotta una definizione di “sistemi di intelligenza artificiale ad alto rischio” e sono stati imposti obblighi di valutazione della conformità, tracciabilità e audit etico alle start-up che sviluppano questi sistemi. Ciò influisce direttamente sulle attività delle start-up basate sull’intelligenza artificiale.
c) Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU)
Sebbene la Corte europea dei diritti dell’uomo non si sia pronunciata direttamente sul concetto di “start-up”, ha valutato il diritto degli imprenditori di intraprendere un’attività economica nell’ambito del “diritto di proprietà” ai sensi dell’articolo 1 del Protocollo aggiuntivo 1 alla CEDU e della “libertà di espressione” ai sensi dell’articolo 10.
Ad esempio, nella causa Tre Traktörer AB contro Svezia (1989), la cancellazione della licenza per la somministrazione di bevande alcoliche di un ristorante è stata considerata una violazione dei diritti di proprietà; questa giurisprudenza ha messo in discussione la violazione dei diritti fondamentali da parte delle cancellazioni delle licenze per gli operatori di piattaforme digitali.
Allo stesso modo, nella causa Société Colas Est e altri contro la Francia, è stato richiesto il diritto delle società private di proteggere i propri segreti commerciali e l’esistenza di meccanismi di controllo ragionevoli in relazione alle procedure di perquisizione e sequestro. Questa sentenza rappresenta un’importante giurisprudenza che traccia i limiti dell’intervento statale nelle attività imprenditoriali.
H. Conclusioni
Lo sviluppo dell’ecosistema delle start-up è possibile non solo attraverso la produzione di tecnologia, ma anche attraverso la strutturazione di questa tecnologia nel rispetto della legge. Gli Stati Uniti e l’Unione europea hanno sviluppato sistematicamente l’infrastruttura legale per le start-up, consentendo agli imprenditori di agire all’interno di un quadro chiaro in materia di governance aziendale, proprietà intellettuale, protezione dei dati e processi di investimento. In Turchia, nonostante i progressi compiuti in questi settori, l’inadeguatezza delle pratiche di attuazione e l’incertezza delle normative continuano a rappresentare un rischio per gli imprenditori.
Anticipare e gestire i rischi legali in una fase iniziale è fondamentale sia per la sostenibilità dell’impresa che per la fiducia dell’investitore. In questo contesto, il supporto professionale agli imprenditori, la preparazione meticolosa dei contratti e il monitoraggio regolare delle normative settoriali costituiranno la base di un percorso di start-up di successo.
Partner Av. Gülşah Güven, LL.M.













