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Pagina iniziale Articoli

Analisi giuridica della “legge sul clima” recentemente approvata

12 Settembre 2025
in Articoli
Tempo di lettura: 4 minuti di lettura
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Yürürlüğe Giren “İklim Kanunu” Çerçevesinde Hukuki Değerlendirme
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1a introduzione

Il cambiamento climatico e la conseguente crisi climatica sono diventati un problema globale che richiede piani d’azione futuri e responsabilità da parte di Stati, istituzioni e individui.

In questo contesto, la Turchia ha compiuto un primo importante passo con l’adozione della Legge sul clima n. 7552, approvata dalla Grande Assemblea Nazionale turca il 2 luglio 2025 ed entrata in vigore il 9 luglio 2025 con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Con questa legge, il Paese ha creato una base giuridica per affrontare la crisi climatica. Di conseguenza, molti aspetti che in precedenza erano definiti solo come “obiettivi” sono stati trasformati in “obblighi”.

L’obiettivo principale della legge sul clima è garantire che la lotta della Turchia contro il cambiamento climatico sia condotta in modo efficace, sostenibile ed equo, in linea con l’obiettivo dizero emissioni nette entro il 2053, e stabilire un quadro giuridico per questo. La legge segue il principio riconosciuto a livello internazionale delle “responsabilità comuni ma differenziate e delle rispettive capacità”.

2) Sistema di scambio di emissioni (ETS)

Un’importante disposizione della legge è l’introduzione, per la prima volta in Turchia, di un sistema di scambio di emissioni (ETS). Attraverso l’assegnazione e lo scambio di quote di emissione, questo sistema mira a limitare o ridurre le emissioni di gas serra attraverso meccanismi basati sul mercato.

3. mercati del carbonio

I mercati del carbonio sono strutturati come meccanismi finanziari gestiti e regolati da operatori di mercato autorizzati. Nell’ambito del sistema nazionale di scambio di quote di emissione, vengono organizzati e attivati mercati primari e secondari di scambio di quote di emissione e contratti standardizzati legati allo scambio di quote di emissione. L’autorità responsabile del funzionamento di questo sistema e della manutenzione dell’infrastruttura di mercato è Enerji Piyasaları İşletme Anonim Şirketi (EPİAŞ).

Inoltre, i mercati volontari del carbonio consentiranno il libero scambio di crediti di carbonio tra soggetti individuali e istituzionali, sulla base del principio di volontarietà. La registrazione dei progetti legati a questi mercati da parte dell’autorità designata è stata resa obbligatoria. Sfruttando i mercati volontari del carbonio, la Turchia mira anche a rafforzare la sua integrazione nei sistemi internazionali di scambio di carbonio e a contribuire allo sviluppo di una politica efficace di scambio di carbonio.

4) Permessi di emissione di gas a effetto serra

Le aziende che possono rientrare nell’ambito di applicazione del sistema ETS dell’UE dovranno ottenere un’autorizzazione alle emissioni di gas a effetto serra entro tre anni dall’entrata in vigore della legge. Durante questo periodo di transizione, si prevede che queste aziende avranno un’unica autorizzazione alle emissioni per continuare a operare nell’ambito del sistema ETS. L’obiettivo di questo regolamento è quello di facilitare la transizione al sistema e di sostenere l’attuazione graduale dell’ETS.

5) Protezione delle aree agricole e naturali

L’articolo 5 della legge prevede che si eviti la perdita di pozzi di carbonio nelle foreste, nei terreni agricoli, nei pascoli e nelle zone umide e che queste aree siano protette e valorizzate. Questi ecosistemi svolgono un ruolo essenziale nel raggiungimento dell’obiettivo di emissioni nette zero, in quanto assorbono naturalmente i gas serra dall’atmosfera. La legge prevede anche lo sviluppo di modelli di coltivazione resistenti al clima in agricoltura, una pianificazione sensibile all’acqua e la promozione di soluzioni basate sulla natura. Inoltre, mira a espandere l’uso di pratiche agricole resistenti al clima e a garantire la sicurezza alimentare.

6) Competenze e responsabilità

La legge istituisce la Direzione per il cambiamento climatico, che sarà responsabile del monitoraggio delle emissioni di gas serra, dello sviluppo di strategie e piani d’azione e della regolamentazione dei meccanismi di tariffazione del carbonio. Inoltre, in ogni provincia sarà istituito un comitato provinciale di coordinamento dei cambiamenti climatici. Questi comitati saranno responsabili dello sviluppo di piani d’azione locali per il clima.

a) Enti pubblici

Sebbene la Direzione per i Cambiamenti Climatici svolga un ruolo di coordinamento centrale, è essenziale istituire comitati provinciali di coordinamento dei cambiamenti climatici a livello locale.

Ai dipartimenti governativi vengono assegnati compiti e competenze, come la formulazione di strategie, la regolamentazione dei mercati del carbonio e il potere di richiedere dati.

Le autorità locali devono redigere i loro piani d’azione per il clima entro la fine del 2027.

b) Settore privato

Le aziende che rientrano nel campo di applicazione del sistema ETS devono ottenere un’autorizzazione alle emissioni di gas serra entro tre anni.

Il sistema ETS regola lo scambio di emissioni e di crediti di carbonio. In base a questo sistema, alle aziende viene assegnata una certa quantità di quote di emissione, che devono restituire in base al volume annuale delle loro emissioni.

(c) Persone fisiche e giuridiche

Anche le persone fisiche e le organizzazioni della società civile hanno un ruolo da svolgere nella lotta ai cambiamenti climatici ai sensi della Legge sul clima. A questo proposito, l’obbligo di rispettare le misure di interesse pubblico adottate nell’ambito della politica climatica non è limitato alle istituzioni pubbliche e al settore privato, ma si estende anche ai privati e alle organizzazioni sociali. La Direzione per i Cambiamenti Climatici ha il diritto di richiedere informazioni e documenti direttamente a questi attori quando lo ritiene necessario.

7) Sanzioni

La legge prevede sanzioni amministrative e multe in caso di mancato rispetto degli obblighi. Le aziende che non presentano i rapporti sulle emissioni possono essere multate con sanzioni che vanno da 500.000 a 50 milioni di TRY. Inoltre, sono previste misure come il ritiro dei permessi di emissione o la sospensione temporanea delle richieste di nuovi permessi. Le violazioni che possono comportare sanzioni penali includono la mancata presentazione di dichiarazioni di emissioni verificate in tempo, il mancato rispetto delle disposizioni sui gas fluorurati, la mancata comunicazione delle informazioni richieste al database o lo svolgimento di attività EU ETS senza un’autorizzazione valida. Tuttavia, le multe per le infrazioni commesse durante la fase pilota, prima della piena attuazione del sistema ETS, sono ridotte dell’80%. Inoltre, la Direzione per il Cambiamento Climatico è stata autorizzata a sviluppare meccanismi di prezzo del carbonio basati sul mercato.

Conclusioni e opinioni

La Legge sul clima 7552 introduce disposizioni che avranno un impatto diretto sulla politica commerciale estera della Turchia. In particolare, la previsione di un Border Carbon Adjustment Mechanism (CBAM) per gestire le emissioni di carbonio dei prodotti importati richiede un cambiamento strategico per i settori orientati all’esportazione. Questo meccanismo mira a creare un quadro allineato alle pratiche CBAM dell’UE e può comportare costi aggiuntivi e obblighi di comunicazione per le esportazioni di prodotti ad alta intensità di carbonio. Pertanto, le aziende del commercio estero dovrebbero decarbonizzare i loro processi produttivi e istituire schemi di tariffazione del carbonio.

La legge introduce una serie di nuove pratiche, come la promozione di sistemi di produzione ecocompatibili, la creazione di mercati del carbonio e lo sviluppo di piani d’azione locali per il clima. Tuttavia, è stata anche criticata per aver dato priorità a strumenti basati sul mercato e per aver offerto solo meccanismi limitati di partecipazione pubblica. In questo senso, la fase di attuazione della legge sarà cruciale per il successo della politica climatica turca.

Birgi Kuzumoğlu, Partner

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