Il 25 giugno 2026, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha inflitto una sanzione amministrativa di 2 milioni di euro alla società di e-commerce Deghi S.p.A. per aver posto in essere pratiche commerciali scorrette. Secondo l’Autorità, la società utilizzava sul proprio sito web conti alla rovescia per promuovere offerte a tempo su determinati prodotti. Tuttavia, una volta terminato il conto alla rovescia, le stesse offerte venivano riproposte alle medesime condizioni economiche con un nuovo timer, inducendo i consumatori a credere erroneamente che l’offerta fosse prossima alla scadenza.
Nel provvedimento, l’AGCM ha ritenuto che tale pratica costituisse un dark pattern. Con il termine dark pattern si indicano tecniche di progettazione delle interfacce digitali concepite per orientare gli utenti verso scelte che, in condizioni normali, potrebbero non compiere oppure per indurli ad adottare uno specifico comportamento. Secondo l’Autorità, i conti alla rovescia utilizzati da Deghi creavano un artificiale senso di urgenza, facendo apparire come temporanee promozioni che in realtà non erano soggette ad alcun reale limite di tempo e influenzando così le decisioni di acquisto dei consumatori. L’AGCM ha inoltre rilevato che anche le modalità di presentazione dei prezzi e degli sconti erano idonee a trarre in inganno i consumatori.
La decisione rappresenta uno degli esempi più recenti del crescente interesse delle autorità europee nei confronti dei dark pattern. Nell’ambito dell’indagine avviata nel 2025 nei confronti di Temu ai sensi del Digital Services Act, anche la Commissione europea aveva esaminato pratiche di progettazione delle interfacce potenzialmente manipolative, idonee a incidere sul processo decisionale dei consumatori. Tali sviluppi dimostrano come le autorità di regolamentazione attribuiscano sempre maggiore importanza non solo all’accuratezza delle informazioni fornite ai consumatori, ma anche alle modalità con cui tali informazioni vengono presentate e alla loro capacità di influenzarne il comportamento.
La decisione Deghi evidenzia come il controllo nel diritto dei consumatori si stia progressivamente estendendo non soltanto ai prezzi o agli sconti applicati, ma anche agli elementi di progettazione digitale che possono incidere sulle decisioni economiche dei consumatori. Con la crescente diffusione del commercio elettronico, le interfacce digitali assumono rilievo non solo come strumenti tecnici o di marketing, ma anche sotto il profilo della tutela dei consumatori. Questo orientamento suggerisce che le piattaforme di e-commerce potrebbero essere chiamate a riesaminare non solo le proprie politiche di prezzo, ma anche le scelte di progettazione delle interfacce attraverso cui interagiscono con i consumatori.












